Ho appreso, nel breve periodo di trading da me svolto, alcune differenze tra un mercato con molta liquidità e uno con meno o scarsa liquidità.

Nel primo caso è più facile il verificarsi di incrementi di prezzo. Nel secondo, invece, è meno probabile.

Se e quando avviene potrebbero essere moderati o estremi, per essere seguiti poi da una ricaduta. Oppure se non vi sono incrementi, una vendita più o meno forte.

Questo potrebbe essere dettato da molti fattori, alcuni, o uno. Molto semplice in generale, anche se potrebbe sembrare più complesso.

Tuttavia, che sia per le notizie o per le preferenze di investimento, quando ci sono avvenimenti di un certo impatto – soprattutto sui mercati – i prezzi cambiano, e di molto.

Ma, in ogni caso, i prezzi oscillano e sicuramente una volta che non possono più andare verso una direzione, si voltano nell’altra.

Così una semplice strategia potrebbe essere quella di piazzare piccoli ordini – anche inferiori all’1% – del proprio capitale, su due o tre posizioni che riteniamo idonee.

Tuttavia col cambiare della liquidità, allora le condizioni cambiano.

Se vogliamo aprire tre posizioni a 0.1% prevedendo una direzione più probabile dell’altra, allora la maggior parte degli ordini li potremmo collocare e impostare secondo quell’idea.

E quelle perdenti – che al momento sono infruttuose – potrebbero essere chiuse più tardi, quando daranno i loro frutti.

Tutto questo senza dimenticare i costi di overnight (mantenimento delle posizioni attive, fino alla riapertura dei mercati). Che di per sé non dovrebbero essere un problema se i costi sono ragionevoli. Infatti con lo stesso o altri investimenti potremmo essere in grado di coprirli.

Proprio come con gli altri costi associati al trading.

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