Molto spesso si tende a pensare che l’unica cosa che ci rende “sopravvissuti” in un mondo al limite possa essere la conoscenza.
Tuttavia, senza coscienza la conoscenza è niente.
Oppure si pensa di avere scorte di cibo e acqua e poi tutto è sistemato.
L’obiettivo dell’articolo non è parlare di uno scenario simile fine a sé stesso. Ma per rendere meglio l’idea che si vuole trasmettere alla persona che legge. In modo che possa farla sua.
Infatti esplorando meglio le varie comprensioni su “che cosa è la fede”, una potrebbe essere – appunto – che non rimanendo più niente essa rimane.
Quando tutto è perduto essa rimane. Perché sebbene si possa, infine, avere conoscenza, senza coscienza – e quindi maestria – infine non rimane molto. Forse ci si può mettere persino nei guai.
Tuttavia, la coscienza ci guida verso nostro Signore.
E qui appare quindi chiaro come poi tutto in realtà ha molto senso ed è in armonia.
Con fede e coscienza si può avere padronanza della conoscenza ed esperienza; così come delle proprie risorse (intellettuali o meno, fisiche o meno, visibili, invisibili, esistenti o meno).
Così come avere saggezza nell’agire. E come detto sopra, organizzare meglio le proprie risorse tangibili o non. Come ad esempio i viveri e quanto si ha nel quotidiano.
