Se apprendere significa anche ricevere voti, allora questi dovrebbero aiutare – possibilmente – nell’indicare una direzione migliore.

Dove sono le lacune? Come si potrebbe fare bene?

Non ci si dovrebbe bloccare in o non si dovrebbe bloccare un percorso di crescita, anche personale. Perché è nell’apprendere che si migliorano i voti.

Chiaramente anche l’impegno da parte della persona coinvolta – o delle persone interessate – è importante.

Si tratta proprio di attraversare il processo di perfezionamento della persona, che con il suo impegno e la giusta guida può – mentre apprende e agisce, mettendo in pratica quanto compreso – accorgersi di cose che prima non vedeva.

Avviene nel lavoro, nell’apprendimento e nella vita di tutti i giorni.

Quindi non è perché una persona ha preso un voto piuttosto che un altro che le cose sono così e basta.

Si tratta di un’istantanea e come tale ha quella funzione.

Tuttavia, con o senza voti, l’approccio di scoperta e comprensione di quanto si sta imparando non si dovrebbe limitare solo ad un approccio.

Non solo lettura o apprendimento di per sé ma anche – nello stesso tempo – muoversi per applicare quanto si è assorbito.

Essendo anche questo un viaggio di approfondimento e lezione, così come di studio.

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